Persico Sole
PERSICO SOLE Lepomis gibbosus (Linneo, 1758) - Specie alloctona
Persico Sole Lepomis gibbosus (Linneo, 1758)
Sistematica
Il persico sole appartiene alla famiglia dei Centrarchidi, alla quale è ascritto anche il persico trota. Il genere Lepomis comprende 11 specie, di cui solo una è presente in Italia. La sua introduzione nel nostro paese risale alla fine del 1800, quando ha fatto la sua prima comparsa nel lago di Varano in Brianza. Il persico sole proviene dal versante atlantico dell’America Settentrionale, ma è oggi ampiamente diffuso in gran parte del territorio italiano.
Caratteristiche morfologiche
Il persico sole ha un corpo di forma ovale e molto appiattito in senso laterale. La colorazione è particolarmente appariscente, tutto il corpo è attraversato da macchie di colore turchese su un fondo dorato. Il ventre è sempre colorato di giallo-arancio, cosi come le pinne anali, ventrali e pettorali. Tale colorazione si accentua soprattutto nel periodo riproduttivo e nei maschi territoriali. In Italia il persico sole raggiunge lunghezze totali attorno ai 15-20 cm (Gandolfi et al., 1991), raramente arriva alle dimensioni massime di 22-25 cm, che raggiunge invece nel suo naturale areale di distribuzione. Le dimensioni variano in funzione delle disponibilità alimentari dell’ambiente.
Ecologia
Il persico sole è una specie molto adattabile, predilige acque basse e calme e si può trovare anche in acque salmastre. Vive in fiumi, laghi e stagni, preferendo acque calme e tranquille, a fondo sabbioso e ricche di vegetazione. E’ più facile rinvenirlo nelle aree spondali a bassa profondità, che abbandona per raggiungere profondità maggiori nei mesi invernali (Tortonese, 1975). Si riproduce nei mesi estivi, quando i maschi iniziano ad allestire i nidi in prossimità delle sponde, in acque calme, ricche di vegetazione, su substrati sabbiosi o ghiaiosi. Dopo vivaci riti nuziali, le femmine visitano i nidi e vi depongono le uova, sotto la stretta vigilanza dei “proprietari”, i quali devono prestare particolare attenzione all’incursione furtiva di maschi rivali, privi di un loro territorio. Oltre a custodire gelosamente le uova, per una decina di giorni, il maschio territoriale si impegna ad accudire anche i piccoli nati. Il persico sole ha una dieta molto varia, si nutre di invertebrati di fondo, di uova e talvolta di piccoli pesci. La componente ittica, contrariamente a quanto si credeva fino a poco tempo fa, in realtà è molto ristretta e studi più approfonditi sulla sua alimentazione sembrerebbero salvare questa specie dall’accusa di “devastatore dell’equilibrio biologico in molte popolazioni ittiche lacustri” che gli era stata rivolta al momento della sua comparsa nei nostri ambienti.
Stato della specie nelle acque della provincia e attività di gestione
Il persico sole è presente in tutte le acque lacustri e nei corsi d’acqua di pianura della nostra provincia. Non è soggetto ad alcuna tutela perché è una specie esotica e assai prolifica. E’ di scarso interesse per la pesca, forse per l’estrema facilità con cui abbocca e quindi per il poco divertimento che procura al pescatore in cerca di prede più combattive.
- Introduzione
- Abramide
- Agone
- Alborella
- Anguilla
- Barbo
- Bottatrice
- Cagnetta
- Carassio Dorato
- Carassio
- Carpa
- Cavedano
- Cobite
- Coregone Bondella
- Coregone Lavarello
- Ghiozzo Padano
- Gobione
- Luccio
- Lucioperca
- Persico Sole
- Persico Trota
- Pesce Gatto Africano
- Pesce Gatto
- Pesce Persico
- Pigo
- Pseudorasnora
- Rodeo Amaro
- Rutilo o Gardon
- Salmerino Alpino
- Sanguinerola
- Savetta
- Scardola
- Scazzone
- Temolo
- Tinca
- Triotto
- Trota Fario
- Trota Iridea
- Trota Lacustre
- Vairone
