DERIVAZIONE DI ACQUE PUBBLICHE

Prelievi di acqua (iter autorizzativo e modulistica)

Con il termine derivazione si definisce qualsiasi prelievo da corpi idrici (sotterranei o superficiali) realizzato mediante opere, manufatti o impianti fissi. Costituiscono la derivazione l’insieme dei seguenti elementi: opere di raccolta, regolazione, estrazione, derivazione, condotta, uso, restituzione e scolo delle acque.

L'acqua (superficiale e sotterranea) è un bene di tutti e come tale non può essere sfruttata illimitatamente e senza l'autorizzazione rilasciata dalle autorità preposte. Tutti i soggetti pubblici o privati che vogliono derivare acque pubbliche sul proprio terreno o sul terreno altrui, devono chiederne la concessione alla Provincia di Como ai sensi del R.D. n. 1775 del 1933 e del Regolamento Regionale n. 2 del 24 marzo 2006.
Se nulla osta la concessione viene rilasciata con apposito provvedimento della Provincia di Como per 40 anni nel caso di irriguo, e per 30 anni in tutti gli altri casi. La Provincia di Como può decidere di limitare la durata della concessione in alcuni casi particolari definiti dall’art. 14 comma 3 del R.R. sopra citato.

Sono definite:

  • piccole derivazioni con portate di prelievo inferiori a 100 l/sec;
  • grandi derivazioni con portate di prelievo maggiori di 100 l/sec; nel caso di uso irriguo maggiore di 1000 l/sec oppure con superficie irrigata superiore a 500 ettari; sono di competenza della Regione Lombardia e l'istruttoria tecnica è delegata alla Provincia.

I canoni da pagare:

Il concessionario è tenuto al pagamento di un canone annuo definito in funzione della portata media di prelievo e dell'uso della risorsa (vd. tab "Canoni di concessione (2008)" allegata). Tale canone è dovuto anche nel caso in cui l'utente non voglia oppure non possa fare uso, in tutto od in parte, delle acque oggetto della concessione. Le modalità di pagamento dei canoni sono riportate nel sito della Regione Lombardia.

L'uso potabile privato:

si ricorda che la D.G.R. n ° 4/45266 del 25 luglio 1989, “Regolamento d’igiene tipo”, recepita dai singoli Comuni, al punto 3.4.66 e 3.4.67, stabilisce che:

ogni edificio deve essere allacciato al pubblico acquedotto;
se non è possibili allacciarsi il Sindaco autorizza l’approvvigionamento con acque provenienti da falde profonde o da sorgenti ben protette e risultanti potabili;
per le fonti d’approvvigionamento di acqua potabile private, dove esiste la possibilità di allacciamento al pubblico acquedotto, il Sindaco provvederà ad ingiungere all’interessato l’obbligo di allacciamento all’acquedotto e di cessazione del prelievo privato (ordinanza sindacale).

La domanda:

In funzione della tipologia di prelievo (derivazione da pozzo/derivazione da lago/attingimento ecc.) e/o di pratica da avviare (Subentro/Variante/Rinuncia ecc) sono indicate, nelle sezioni sotto riportate, la procedura, le modalità e la documentazione necessaria per la presentazione della domanda.

  1. Attingimento e Licenza d'uso;
  2. Derivazioni di acque sotterranee (pozzi e sorgenti);
  3. Derivazioni di acque superficiali (lago, torrente, roggia, ecc.);
  4. Rinuncia alla concessione di derivazione;
  5. Variante alla concessione di derivazione;
  6. Subentro o Variazione Ragione Sociale.