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PROVINCIA: BILANCIO DELL'ATTIVITA' 2017

“Se fossi chiamata a riassumere questi miei anni di attività nell’istituzione provincia, non potrei sottrarmi dal dire “tre anni vissuti pericolosamente” e non c’è bisogno che ne spieghi la motivazione. Anche questo ultimo 2017 non è stato molto diverso dai precedenti, sia per quanto riguarda le risorse assegnate, sia per quanto riguarda le forze lavoro, ulteriormente diminuite, al di là del dovuto e previsto ricollocamento dei dipendenti addetti alle funzioni non più in capo all’ente, ma delegate da Regione Lombardia. L’esito che sappiamo della proposta referendaria non ha certamente favorito l’operatività dell’ente, poiché ancora una volta le risorse sono state centellinate in più riprese, prima da parte governativa e poi da Regione, che solo lo scorso 25 ottobre ha sottoscritto l’intesa con UPL per l’assegnazione delle risorse riguardanti le funzioni delegate. Intesa che ci ha visto tra l’altro destinatari di 1 milione e 220mila euro, a fronte di una spesa certificata di funzionamento quelle stesse funzioni di 1milione e 200mila, perciò senza alcuna possibilità, come è evidente, di spese di investimento. Ora appare chiaro come vi sia la necessità di ripensare all’assetto delle province, ma certamente avendo chiara anche un’idea dell’assetto istituzionale complessivo, per non tornare indietro secondo una logica puramente conservativa, ma per fare delle province un luogo di semplificazione in cui si discute ma si trovano strade per la risoluzione di tematiche territoriali, una sorta di città territoriale con funzioni proprie che coordini ed indirizzi bacini omogenei (per motivi morfologici, storici o altro), come luoghi obbligatori di collaborazione tra i comuni. Occorre ripristinare la simmetria tra compiti assegnati e risorse e ciò riguarda naturalmente anche le funzioni delegate. Da tre anni l’ente approva solo bilanci annuali, ma fare un bilancio annuale a esercizio sostanzialmente chiuso, nel mese di novembre, è una distorsione evidente che deve cessare. Va recuperata in capo all’Ente una funzione programmatoria quanto meno di medio termine, indispensabile per garantire senso, operatività ed incisività all’agire politico. Abbiamo oggi i primi segnali positivi, quantomeno a livello di risorse e di possibilità di sbocco del turn over dei dipendenti, nella legge di stabilità in discussione alla Camera, che speriamo possano essere confermati. L’auspicio è che la prossima legislatura riprenda il lavoro già iniziato di aggiornamento della legge 56 e che le Province, rimaste nella Carta Costituzionale, possano sviluppare pienamente tutte le competenze ad esse attribuite, anche perché essa è l’ente grazie al quale i sindaci possono progettare le tematiche più importanti del proprio territorio trovando le risposte che i comuni da soli, soprattutto se piccoli, non riescono ad avere. Pur con le considerazioni in premessa, noi ci consideriamo prima di tutto al servizio dei cittadini dello Stato e dell’istituzione Provincia, che oggi ha una funzione sussidiaria importantissima come ambito di governo rispetto ai Comuni, poiché possiede il know-how e dipendenti assolutamente qualificati per farvi fronte. A cominciare, per esempio, dalla stazione appaltante, che opera per 75 comuni convenzionati. In questo 2017, ha espletato 90 gare, a fronte delle 66 dello scorso anno, per un importo tot. di 46.179.000 €. Dall’istituzione del servizio a oggi, quindi nell’ultimo triennio, sono state appaltate 277 gare, per comuni e provincia, per un totale di 132 milioni di euro. Il settore dei Lavori Pubblici è stato fortemente impegnato, anche nell’anno in corso, nelle ripetute e impegnative integrazioni progettuali richieste per la variante della Tremezzina, oltre che in una sequela di attività di progettazione e di realizzazione di opere che vedono oggi lavori in corso od in corso di esecuzione tra breve per oltre 9 milioni di euro in diverse località della Provincia per esigenze varie di sicurezza stradale, oltre che come si diceva, progettazioni già in fase definitiva od esecutiva per altri 20 milioni e euro. Senza contare che nel corso dell’anno sono stati eseguiti una serie di interventi in somma urgenza in località di lago e montagna a causa di eventi meteorologici avversi e che sono stati predisposti interventi di manutenzione straordinarie sulle strade per altri 4 milioni. Non sono state poi trascurate, come è giusto che sia, le scuole di nostra competenza, per le quali sono stati investiti in questo 2017, 3 milioni di euro soprattutto per interventi di adeguamento normativo. Il criterio che ci ha sempre guidati, nella formulazione del piano programmatico delle opere pubbliche, è sempre stato, da una parte, quello della continuità di quanto già in itinere e dall’altra quello della priorità in ordine alla sicurezza per cittadini ed utenti, sia per ciò che concerne la viabilità in genere sia per ciò che concerne la manutenzione straordinaria degli edifici scolastici. Per questo, gli interventi in corso d’opera o in progettazione sono distribuiti sull’intero ambito della provincia, secondo le esigenze segnalate e verificate. Nel settore ambiente e territorio abbiamo dato il via, lo scorso mese di maggio, ad un corposo lavoro di revisione del PTCP, che risulta datato al settembre 2006 ma che in ogni caso richiede aggiornamenti anche per il mutato quadro normativo di riferimento regionale. Per questa revisione, che sarà la principale e più importante attività urbanistica sovracomunale, si stanno delineando le linee di indirizzo attraverso l’ascolto ed il coinvolgimento degli enti e delle categorie più direttamente coinvolti, raccogliendo contributi e suggerimenti, passando attraverso l’organizzazione di ripetute riunioni sui territori, per costruire uno strumento il più possibile condiviso. Non sono poi mai venute meno, in ogni settore di nostra competenza, le consuete attività ordinarie, pur nelle difficoltà che sono ormai, ahimè, compagne inseparabili nel nostro agire, ma la provincia ha mantenuto e mantiene un ruolo di raccordo e guida nei confronti dei molti Enti con i quali si trova ad operare. Non nascondo però che la particolare situazione in cui versa l’Ente, al pari di tutte le altre Province italiane, fatte salve quelle delle regioni a statuto speciale e le due province montane di Sondrio e Belluno, aggiunge in qualche caso ulteriori fatiche anche nei rapporti con altri enti, poiché evidentemente non sempre è possibile per noi garantire immediata e risolutiva definizione rispetto a carenze derivanti da norme sempre più puntuali e stringenti. Infine, Como Acqua, società in house costituita dai comuni della nostra Provincia e alla quale è stata affidata la responsabilità di organizzare il servizio idrico entro la fine di settembre 2018. Il lavoro compiuto nel corso dell’anno per accompagnare e favorire il processo di fusione, di concerto con la commissione di controllo analogo costituito da sindaci o assessori delle dieci zone in cui i comuni soci hanno deciso di suddividere la propria rappresentatività, è stato continuo ed attento, e si è sviluppato anche in modo assolutamente coerente con quanto concertato con Regione Lombardia. Non è, al momento, andato a buon fine, ma, e lo dico a nome della commissione di controllo analogo, non intendiamo desistere dal cercare di raggiungere in tempi stretti quello che consideriamo un obiettivo essenziale, cioè continuare a gestire il servizio in modalità pubblica, anche perché su questo obiettivo i sindaci della nostra provincia si stanno spendendo da anni”

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